Languages
home
chi siamo
la storia
l'associazione
i progetti
come aiutare
diario di bordo
news
media
articoli
links
download
contatti

Los Correos de la Mar

... articoli

Traversare l'Atlantico spinti da un Aliseo solidale

di Eleonora Albertoni

Collaboro con Davide Freschi sin dalla nascita ad A.S.P. Antarctica Sailing Project.

Ho partecipato attivamente alla stesura di questo progetto, alla ricerca degli sponsor, ai lavori di refitting del Gindungo (cutter in acciaio, progetto di Alex Carozzo) ed alle forniture, all'organizzazione e partecipazione di eventi, fiere nautiche e conferenze stampa.

 

     

 

Nel progetto di Antarctica S.P. il primo obiettivo è quello di circumnavigare l'Antartide alle più alte latitudini, quindi un fine sportivo, di avventura e scoperta, ma nella lunga rotta di avvicinamento all'Ultimo Continente il Gindungo ha segnato sulle carte nautiche alcune soste obbligate dagli importanti obiettivi umanitari del progetto: in Africa ed America Latina si è verificata quindi più di un occasione per far pervenire aiuti e beni di prima necessità…

E' gennaio, il Gindungo rimane ormeggiato per circa un mese nel marina del Puerto de La Luz a causa delle avverse condi-meteo. Davide, bloccato così a Las Palmas di Gran Canaria conosce Andrea,un altro italiano con un progetto di “vagabondaggio oceanico”, insieme a Naso Blu, il suo cutter.

 

      

 

Da questo incontro succede qualcosa di eccezionale: i rappresentanti delle due associazioni italiane Antarctica Sailing Project e Naso Blu partoriscono l'idea di costruire una base di raccolta per gli aiuti da far pervenire direttamente nelle mani di chi ne ha bisogno, usando come mezzo di trasporto la barca, … le barche, …tante barche…

Nasce Los Correos de la Mar , nascono i CORRIERI DEL MARE.
Un nuovo movimento che permette a tutti i naviganti e non solo, a chi viaggia per piacere o per dovere, di raccogliere notizie e di individuare in ogni parte del mondo quelle realtà bisognose di aiuti concreti che non riescono a far sentire la loro voce nel vasto oceano delle richieste di aiuto.

E così il giorno 6 febbraio alle ore 10:00 in Las Palmas de Gran Canaria vengono registrati i natali della neo-associazione Los Correos de la Mar, in italiano i Corrieri del Mare.

 

   

 

Dice Andrea: “un associazione di persone che hanno preso la decisione di viaggiare e vivere i luoghi del loro viaggio in modo riflessivo, osservando più a fondo alcuni aspetti di questi paesi: realtà belle e realtà meno belle, grandi ricchezze umane, grandi povertà materiali e culturali e a volte tanta voglia di fare anche di fronte alla totale mancanza di mezzi”.

E' stato dato così il via ad un nuovo progetto di solidarietà: la consegna di beni e aiuti umanitari, utilizzando le proprie barche per il trasporto, e non solo ... esportare risorse umane, volontari che a bordo dei mezzi dei corrieri raggiungono i luoghi nei quali serve manodopera specializzata e non: medici, infermieri, artigiani, insegnanti,… promuovere inoltre progetti di sviluppo alternativi e partecipare o collaborare a progetti già esistenti.

Condivido da sempre con Davide una famiglia e la passione per il mare, devo però confessare che nelle mie navigazioni in Mediterraneo ho sempre dovuto convivere con il mal di mare: giornate, … nottate passate nel pozzetto in attesa di atterrare al porto di destinazione.

Nel febbraio 2006 decido di raggiungere Davide a Capo Verde e… anch'io ricevo i sorrisi di quei bimbi e di quelle persone a cui sono destinate le attenzioni dei Corrieri … energia incredibile per continuare in questo nuovo progetto e voglia di coinvolgere tutto il mondo.

 

   

 

Davide ed io partiamo così da Capo Verde con il Gindungo per traversare l'Atlantico, destinazione Salvador de Bahia in Brasile, tante miglia in mezzo all'oceano senza vedere e toccare terra per 15 giorni …

A dire la verità, mentre agli ordini del comandante mi davo da fare per rizzare l'ancora a prua, armare la randa ed effettuare le manovre necessarie per uscire dalla rada di Praia, la capitale di Capo Verde, dentro di me una voce antipatica mi prometteva terribili sofferenze a causa del temuto mal di mare…

 

   

 

In effetti sono stata fuori servizio per un paio di giorni, ma devo dire la verità, il mare era calmo, anzi, un delicato movimento di onde e vento costante ci spingeva avanti dolcemente, senza scossoni, senza mai cambiare e fermarsi… il respiro dell'oceano… insomma, dopo un paio di giorni ho messo a tacere quella sciocca vocina.

Quello non era il Mediterraneo con i suoi repentini cambiamenti di vento e con le sue onde fastidiose che ti scuotono sotto costa … avevo finalmente deciso di stare bene e godermi questa traversata sino alla fine.

Lunge dormite alternate a pisolini in coperta, al riparo del tendalino sempre montato durante il giorno, leggere un libro o sorseggiare una bibita fresca; le attività più faticose erano controllare lo stato della frutta e della verdura in cambusa e preparare il pane o deliziosi piatti da gustare a pranzo o a cena.

Sono state giornate tranquille… quasi tutte... una mattina come le altre sul diario di bordo veniva registrato un singolare episodio... e che sia di monito a tutti i profani come me: ero al timone, la giornata splendida ed eravamo esattamente a metà Atlantico.

Davide era al carteggio che parlava alla radio SSB, il quotidiano appuntamento sulla ruota di DJ, io al timone (durante i collegamenti radio per evitare interferenze spegnevamo tutta la strumentazione, e quindi anche l'autopilota; per ovviare a questo inconveniente in seguito schermeremo l'apparato).

Ero attenta "solamente" alla bussola e alzando gli occhi improvvisamente appare dietro un'onda, a sinistra, a meno di 20 metri, un peschereccio: allarme, imminente rotta di collisione.

" Davide vieni subito in pozzetto, c'è una barca …"

Tra l'incredulità e lo stupore, Davide interrompe velocemente il collegamento, prende il timone e prontamente accosta a dritta al limite della strambata, evitando così un violento scontro.

Davide rimane allibito sotto lo sguardo indifferente del conduttore del peschereccio che fino a pochi istanti prima era insieme al suo equipaggio, a poppa, a calare palamiti, manovrando solo all'ultimo e rasentando la prua del Gindungo di pochi metri.

Per lunghi minuti Davide non ha pronunciato parola.

L'impatto appena evitato poteva tramutarsi in tragedia. Basta solo pensare che in quel momento, se anche noi avessimo avuto l'autopilota inserito, la collisione sarebbe stata inevitabile!

Dopo questo episodio ho imparato ad essere attenta e vigile durante i miei turni.

 

   

 

Traversando l'Oceano Atlantico da Capo Verde a Salvador la rotta taglia l'equatore ed anche consultando quotidianamente la meteo, o ascoltando via radio i consigli delle barche che ci precedevano e degli amici a terra, non siamo riusciti ad evitare quella zona detta "delle calme", la Z.C.I.T. (zona di convergenza intertropicale) dove spesso sparisce il vento e, … quando stai per sederti a tavola o per andare a riposarti arrivano groppi che ti costringono a "volare" in coperta per velocissime manovre. Ritmi da far invidia agli equipaggi di Coppa America!

Devo dire che comunque sono occasioni da sfruttare per piacevolissime docce fuori programma.

 

     

 

Ci sono state delle giornate in cui il Gindungo navigava senza superare i 3 - 4 nodi di media, eravamo come sospesi fra mare e cielo, in un immensa azzurrità dove per 360° eravamo circondati da un anello di nuvole, virtuale barriera al vento tanto desiderato, che lasciava filtrare solo una leggera brezza.

Puntualmente, subito dopo il tramonto, le tenere nuvolette si addensavano e si trasformavano in minacciosi groppi carichi di acqua che preceduti da un bel vento incrociavano la nostra rotta o ci seguivano sino a raggiungerci dando il via alle grandi manovre notturne…!

 

     

 

Gli ultimi giorni abbiamo incrociato tantissime navi porta container, anche quattro in ventiquattro ore, e con alcune abbiamo avuto contatti radio per chiedere loro la meteo aggiornata; la conversazione più piacevole è stato con degli Italiani, originari di Torre Annunziata e Sorrento, i quali ci hanno prontamente e simpaticamente fornito le informazioni richieste, trovando molto comico il fatto che il nostro Gindungo avesse "appena" le dimensioni della loro lancia di salvataggio.

La notte si poteva ammirare la volta celeste con uno scenario che variava allo scorrere dei giorni, sino a relegare la nostra fedele Orsa Maggiore in basso sull'orizzonte, a Nord, per vedere sempre più alta e splendente la Croce del Sud salire a sinistra della nostra prua…

Bellissimo è stato svegliarsi una mattina e scoprire di essere circondati da centinaia di delfini che giocavano davanti alla nostra prua, e… bellissimo è stato svegliarmi ed andare in pozzetto e gridare: terra!
Al nostro traverso a dritta, il profilo dei bianchi grattacieli di Salvador ...!
Terra ... baciata da un bellissimo arcobaleno che solcava il cielo per nascondersi poi dove terminano le costruzioni della città e la natura torna a prendere il sopravvento.

 

     

 

Todos o' Santos, la baia di Salvador, tantissime navi alla fonda in attesa del loro turno per il carico e scarico delle merci… e centinaia di farfalle che al nostro atterraggio volavano verso il largo sfiorando le vele del Gindungo e passandoci così vicino da lasciarci a bocca aperta.

Entrando nella baia un paesaggio incredibile si presenta: uno stridente contrasto fra i palazzi di lusso con ascensore che porta al molo privato e le baracche che sorgono sulla riva a pochi metri di distanza; piroghe e barche da pesca ormeggiate davanti.

Splendidi gli amici italiani Andrea di Naso Blu e Lino e Claudia di Uomo del Faro che ci aspettavano sul molo del CE.NA.B. per prenderci le cime, ormeggiavamo così dopo 15 giorni di mare… gente, rumori, musica… Il carnevale appena finito, ma i brasiliani di Bahia non smettono mai di fare festa, e non solo loro.

 

 

 

Un incombente Elevatore, la torre fornita di ascensori che collega il lungomare con il Pelorinho, la parte alta della città, sovrasta il panorama circostante.

Il Pelorinho è il centro storico di Salvador, una sorta di "turistopoli" creata attorno alla piazza dove venivano puniti in pubblico gli schiavi, zona dove tutti i turisti vanno ad ammirare le particolarità architettoniche e vengono cortesemente invitati ad un sano e liberatorio shopping dalla presenza di innumerevoli botteghe di artigianato.

Smeraldi ed altre pietre del Brasile prontamente montati secondo i propri gusti da abili orafi artigiani, attirano il turista come anche gli infiniti bar e ristoranti per concludere la giornata gustando la cucina locale.

 

   

 

Sul lungomare, tra il Marina e l'Elevatore (recentemente ristrutturato e funzionante h. 24), c'è il Mercado Modelo, un'antica costruzione dove nel passato i mercanti, dopo averli trasportati stivati nelle navi, vendevano i loro carichi di schiavi provenienti da Capo Verde, terra colonizzata dai Portoghesi in quanto ottimo crocevia per lo smistamento tra Africa, Americhe ed Europa.

Ora qui al Mercado Modelo ci sono solo negozi per turisti, ma volendo è ancora possibile visitare gli opprimenti sotterranei dove gli schiavi destinati al mercato venivano tenuti in condizioni disumane, da noi vagamente immaginabili, … l'aria è ancora piena della loro tristezza.

Nel Pelorinho il turista non corre alcun pericolo, tutta la zona è controllata da uomini armati dell'esercito, e se sbagli direzione vieni cortesemente invitato a tornare indietro, le favelas che sorgono subito dietro queste facciate dorate sono vietate ai non residenti… Una dura realtà.

Qui a Salvador Davide ed Andrea si incontrano nuovamente, e riprendono il lavoro di Corrieri del Mare.

Hanno avviato assieme ad altri volontari, già operanti nella realtà locale, il progetto per una scuola alternativa nella grande comunità di Marechal Rondom, un barrio normalmente povero a nord della città dove i bambini sono ad alto rischio, per aiutare quei ragazzi che altrimenti sarebbero facili vittime della droga e… a Giugno sono partite le prime classi di artigianato, musica, capoheira, lingue straniere…

 

 

 

Sono rimasta affascinata dalle veleggiate che abbiamo fatto a bordo del Gindungo avventurandoci nel Rio Paraguacu e all'isola di Itaparica. Dopo due settimane trascorse in questa terra dove le palme crescono anche in città eccomi ora in Italia dopo un lungo volo… di appena 11 ore; non vedo l'ora che arrivi settembre per raggiungere nuovamente il Gindungo e partecipare al trasferimento da Salvador a Buenos Aires e da Buenos Aires alla Terra del Fuoco.

A novembre in Las Palmas de Gran Canaria partirà la regata ARC, sarà questa occasione d'incontro per molti viaggiatori e vorrei lanciare un appello: iniziare una raccolta di abbigliamento, scarpe, medicinali, alimentazione di base (pasta, riso...), materiale scolastico, materiale ortopedico ecc. nella zona dove abitualmente si risiede ed effettuare il trasporto con i mezzi che ciascuno dispone fino alla base canaria di Las Palmas.
Se non sarà possibile effettuare il trasporto personalmente altri corrieri lo faranno per noi.
Tuttora i Corrieri del Mare sono al lavoro con volontari operanti in Capo Verde, in Senegal, in Gambia, a Panama, a Salvador de Bahia, in Costa Rica e sono continuamente alla ricerca di volontari che nel loro paese possano aiutare a costituire nuove basi di raccolta.

AIUTACI AD AIUTARE

 


A. S. P. ed i Corrieri del Mare
Un aliseo solidale soffia nelle nostre vele
di Davide Freschi (con interventi di Andrea Marini)

 

Gennaio 2004 - È bastato un momento, una sensazione, un idea per iniziare questa avventura, ed io, un imprenditore di sogni, ritorno in Italia dopo un viaggio tra i ghiacci della penisola antartica con un Sogno da realizzare, e nella mente il progetto già prendeva forma: circumnavigare l’ultimo continente della terra, il meno conosciuto dall’uomo, l’Antartide.
Una grande idea in tutti i sensi per raccontare ciò che di positivo possiede l’uomo: la mente, la forza fisica,…ed un grande cuore!
Nasce così “Antarctica Sailing Project”.

Arriva marzo 2004, dopo il freddo dell’Antartide il Costa Rica, per meditare un pò, e giunge aprile… volo in Italia ormai determinato sul da farsi, mi metto in azione: cercare la barca adatta, cercare dei partners, cercare degli sponsor…. la stesura del progetto, la definizione di obiettivi precisi, la programmazione del budget…. quanto lavoro!
Mi innamoro del Gindungo, divento armatore in quattro e quattr’otto ed iniziano i lavori in cantiere.
Dico a Raffaele: in un mese ce la caviamo, una verniciata, cambiamo qualche tubo, un paio di strumenti e dopo… un anno di lavoro ininterrotto, senza sapere più cosa siano le domeniche, le feste, gli orari (il mio orologio è rimasto appeso vicino al carteggio fino ad una settimana fa)…. variamo il Gindungo nel cantiere Ulisse, nella darsena Romana del porto di Civitavecchia uno splendido cutter tutto nero, con bande, linee ed altri particolari arancione brillante; nessuno può fare a meno di notare la barca da una distanza minima di dieci miglia…

Nei porti in cui attracchiamo la gente arriva e ci chiede di tutto, noi raccontiamo, spieghiamo, siamo ovunque al centro dell’attenzione, la barca è bellissima e coloratissima, ed io sono felice che sia mia.

Il progetto si evolve, partecipiamo ad eventi nautici, navighiamo in Mediterraneo per testare la barca. Torniamo in cantiere, questa volta vicino Napoli.
Al cantiere Pa.Val.Mar intraprendiamo delle modifiche importanti: un repowering completo, l’istallazione di nuovi impianti necessari alle future navigazioni e fondamentali modifiche strutturali sotto il galleggiamento in previsione di rimanere bloccati dai ghiacci una volta arrivati giù al Sud.

Gli obiettivi del progetto vengono definiti, è deciso: nel progetto una ambiziosa impresa sportiva sposerà oltre alla ricerca scientifica importanti obiettivi umanitari: far pervenire aiuti lungo la rotta per l’Antartide, promuovere e partecipare a progetti di sviluppo, creare connessioni per conseguire questi fini.

Siamo ormai ad ottobre 2005, ci presentiamo al Salone Nautico di Genova, partiamo. Ad Olbia un pit stop per caricare le ultime cose e la cambusa e via, si parte… (grazie Luigi S., Giancarlo di Alcatraz ed Antonello di Porto Cervo). Ed ecco che però, appena partiti un notevole ritardo viene registrato sulla tabella di marcia: la meteo ci è contro, un NW 8 nelle bocche ci costringe ad una veloce ritirata nel bellissimo Marina di Santa Teresa di Gallura (grazie alla direzione del Marina per l’ospitalità e la gentilezza).

Da una radio privata della Sardegna mi chiamano per un’intervista e mi chiedono dove sono arrivato, come stiamo, io rispondo che sono seduto al bar con gli amici a bere una birra, a S.Teresa, era la verità…. penso poi con tranquillità a ciò che negli anni ho imparato: un bravo marinaio il brutto tempo lo prende in porto e non me ne rammarico.

Poi le Baleari, e a Mahon ci raggiunge mio padre, lui, marinaio superstite del triste e famoso naufragio della Corazzata Roma, allora l’orgoglio della Regia Marina, avvenuto in acque sarde il 09 settembre 1943.
Insieme a mio padre l’equipaggio del Gindungo al completo si reca nel cimitero di Mahon: andiamo a porgere omaggio ai caduti della Nave Roma. Nella commozione generale avviene la donazione della bandiera del Gindungo per il Mausoleo dei patrioti caduti sotto i missili tedeschi.

Finalmente in gennaio siamo alle Canarie, ma i budget scarseggiano… e rimango solo, non è la prima volta e non sarà l’ultima. Il piccolo laboratorio del Gindungo rimane senza strumenti, l’Unituscia abbandona, almeno per il momento.

Al Muelle Deportivo del Puerto della Luz di Las Palmas il Gindungo galleggia pigramente sull’acqua, si riposa dopo miglia e miglia di mare in faccia.
Le condi-meteo per riprendere la navigazione sono avverse. L’aliseo sciopera e lascia dominare il vento del Sud.
Una mattina mi sento chiamare dal pontile, mi affaccio dal tambugio del Gindungo e conosco Andrea, un’altro italiano in giro per il mondo, con il suo progetto di vagabondaggio oceanico, lui e il Naso Blu, il suo pittoresco cutter. Andrea vuole sapere tutto del mio progetto e degli obiettivi umanitari, mi parla della sua associazione.

Succede qualcosa di eccezionale, da questo incontro tra i rappresentanti delle due associazioni italiane Antarctica Sailing Project e Naso Blu nasce l'idea dei CORRIERI DEL MARE.
 Nasce un primo progetto parallelo a quello di Antarctica Sailing Project.
Cosa succederà a breve, poche parole per incuriosirvi: Gindungo e Naso Blu partiranno carichi di aiuti umanitari, troveranno a Capo Verde e in Senegal rappresentanti di associazioni che li guideranno attraverso paesaggi nuovi, fiumi, montagne e laghi, fino ai villaggi dove verrà effettuata la distribuzione direttamente nelle mani dei bambini e delle famiglie.

“Non esiste sogno senza la possibilità di realizzarlo” diceva sempre mia madre. E qui inizia il cammino per realizzarlo…

Arriva l’idea: costruire una base di raccolta per gli aiuti da far pervenire direttamente a chi ne ha bisogno usando come mezzo di trasporto la barca, … le barche, …tante barche.
Uno degli obiettivi del progetto Antarctica Sailing Project compie oggi un passo decisivo ed il ritardo registrato sulla tabella di marcia, nella lunga rotta del Gindungo, è ora ampiamente giustificato.

IL GIORNO 6 FEBBRAIO 2006 ALLE ORE 10:00 NASCE UFFICIALMENTE A LAS PALMAS DE GRAN CANARIA, L'ASSOCIAZIONE LOS CORREOS DE LA MAR.

 

Ma chi sono i Corrieri del Mare?

Un associazione di persone che hanno preso la decisione di viaggiare e vivere i luoghi del loro viaggio in modo riflessivo, osservando più a fondo alcuni aspetti di questi paesi: realtà belle e realtà meno belle, grandi ricchezze umane, grandi povertà materiali e culturali e a volte tanta voglia di fare anche di fronte alla totale mancanza di mezzi.

Siamo tutti volontari e dedichiamo energie per aiutare come meglio possiamo gente meno fortunata di noi: marinai, studenti, lavoratori, viaggiatori si trasformano così in corrieri, in insegnanti, impiegati, telefonisti, traduttori.... ognuno mette a disposizione le proprie capacità e un poco del proprio tempo per adoperarsi al conseguimento degli obiettivi individuati:

1) creare una rete di volontari che viaggiando raccolgono informazioni su realtà necessitanti di aiuto e si trasformano in postini per consegnare e distribuire gli aiuti
2) creare un sito web, archiviare informazioni, adesioni, istituire un database internazionale per gestire dati ed attività dei “Corrieri Del Mare”; pubblicare on air un database di imbarcazioni e volontari disposti ad operare in quei luoghi dove è necessaria opera specializzata di artigiani, medici, insegnanti, etc
3) organizzare basi operative, magazzini di raccolta e smistamento in luoghi ad alta potenzialità funzionale

Inizia così il lavoro: si organizza una prima base operativa di raccolta e smistamento di aiuti umanitari nel porto di Las Palmas.
Nasce la collaborazione con altre realtà associative dell’isola che si occupano di aiuti umanitari. Si riscuote il consenso delle autorità governative locali.
Il consolato Italiano nella persona del Console Sig. Carlos di Blasio si dimostra entusiasta alle nostre iniziative e collabora attivamente fornendo contatti e accompagnandoci personalmente nella sede locale della Caritas.
Arruoliamo volontari: studenti universitari, naviganti di diverse nazionalità, lavoratori.
Siamo già tre barche, siamo già tre corrieri: Gindungo di Antarctica, NasoBlu dell’associazione Naso Blu e Vela Bianca di Doreen e Matthias, coppia tedesca in giro per il mondo, tre mezzi di trasporto ecologici pronti a portare aiuti in Senegal, Gambia e Capo Verde.

La sera si discute, si sta insieme; il Gindungo con il suo scafo nero ed arancione attira l’attenzione, la sera è festa con la gente che si ferma…e la pastasciutta italiana va a ruba.

Stabiliamo nuovi e numerosi contatti. Si parla con i vicini di banchina, il Popolo del Mare approva: presto ci saranno altre spedizioni.
Iniziano le corse: appuntamenti per organizzare una conferenza stampa, riunioni con rappresentanti del governo Canario, Autorità Portuale, Caritas, Croce Rossa…

Intanto Khaly, rappresentante di un’associazione afro-canaria, insieme ai suoi collaboratori raccoglie vestiti e scarpe per i bambini, riso, e quanto possibile per la prima spedizione.
Ci siamo!!! I primi aiuti sono caricati a bordo delle barche ed il lavoro viene filmato dalle televisioni spagnole.

Nel corso di interviste radiofoniche vengono lanciati appelli di collaborazione: il popolo canario risponde portando chili di riso ed altre cose direttamente sul molo del marina dove sono ormeggiati il Gindungo e Naso Blu.

Martedi 31/01/06 nella sede del Real Club Nautico di Las Palmas si tiene la prima conferenza stampa per la presentazione del progetto ai mass-media: un giusto risalto viene così dato a questa iniziativa, da periodici, quotidiani, radio e televisioni spagnole.

Questo nuovo flusso di energia porterà a vele spiegate aiuti umanitari ai minimi costi, una dimostrazione di volontà di fare che si concretizza nella maniera più semplice del mondo, un esempio per tutti.

Passano i giorni, la prima spedizione sta per partire… continuiamo a lavorare, scrivere, tradurre, telefonare e camminare…tanto… Siamo già sette barche, siamo già sette corrieri: Gindungo, NasoBlu , Vela Bianca , ed ecco anche Almudena di Riccardo ed Almudena, lui italiano, lei spagnola; .... di Horacio, spagnolo; Freja di Tim, marinaio danese; Green Coral di Peter e Rosy, austriaci.

L’obiettivo umanitario di A.S.P. Antarctica Sailing Project si concretizza: la divulgazione dei principi di solidarietà e l’attivismo nell’aiutare a nascere realtà parallele che, indipendenti o in partnership, conseguono le medesime finalità.

Io sono felice, Andrea anche, stiamo facendo un buon lavoro.
Oggi Los Correos de La Mar è un’associazione a tutti gli effetti con sede legale presso il Consolato Italiano in Gran Canaria e adesso sappiamo come attuare gli obiettivi individuati in questo nuovo progetto.

Obiettivi futuri: esportare risorse umane, medici, infermieri, personale specializzato, artigiani, ricercatori, volontari di ogni tipo…

Impossibile? Certo che no, una settimana e già si è concretizzato un primo obiettivo:

Davide parte con Luigi sul Gindungo ed il suo carico per Mindelo, Isla de São Vicente - Capo Verde; Andrea parte per Dakar – Senegal con un altro carico; Doreen e Mathias partiranno con Vela Bianca anche loro carichi di aiuti per il Gambia; Riccardo ed Almudena partono per Panama; Green Coral andrà ai Caraibi. Tim ed Horacio rimarranno in base con Jeanne, Martha, Ico, Alan, Delci, Louis…

 

Grazie ai contatti del Console, il Rotary Club dona latte in polvere, dal Lussemburgo ci sono attrezzature ospedaliere da trasportare in Camerun…

Vele, Internet e telefoni satellitari, un connubio di tecnologia e mezzi di trasporto ad impatto zero e costi minimi per aiutare popoli meno fortunati di noi. Il collante: la forza di chi viaggia con la voglia di scoprire, conoscere ed aiutare.

E’ ormai febbraio, e le prime spedizioni sono partite … il primo atto di questa bellissima storia è già scritto.

TOP

 

info@correosdelamar.com

 

     

 

 

languages | home | chi siamo | la storia | l'associazione  | i progetti | come aiutare

diario di bordo | news | rassegna stampa | articoli | links | download | contatti

 


info@correosdelamar.com
 

 www.computingsystem.it

www.antarctica-project.com